Normativa su sostituzione personale ATA assente

Poiché alcune strutture provinciali chiedono conferma sulla validità o meno di voci secondo le quali sarebbe possibile procedere alla sostituzione del personale ATA assente anche per brevi periodi, si ritiene opportuno sintetizzare la normativa in vigore in materia.


Le disposizioni secondo le quali si poteva dar luogo alla nomina del supplente soltanto quando l’assenza del titolare aveva durata pari o superiore a 30 giorni erano contenute nell’articolo 582 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, articolo che è stato abrogato dall’articolo 4, comma 14, della legge 3 maggio 1999,n.124.
Il legislatore, nell’abrogare l’articolo 582 non ha provveduto ad indicare alcun limite entro il quale un dirigente scolastico poteva disporre la sostituzione del titolare assente. Si è limitato ad affermare che il conferimento delle supplenze temporanee è consentito esclusivamente per il periodo di effettiva permanenza delle esigenze di servizio. Analogo concetto è contenuto nel regolamento recante norme sulle modalità di conferimento delle supplenze al personale ATA, adottato con il DM 13 dicembre 2000, n.430. Dispone, infatti, l’articolo 6 che i dirigenti scolastici possono conferire supplenze temporanee per la sostituzione del personale temporaneamente assente( senza altra indicazione, n.d.r.) e per la copertura di posti resisi disponibili, per qualsiasi causa, dopo il 31 dicembre di ciascun anno.
Dall’esame comparato delle citate disposizione, si ricava, ad avviso della Uil-Scuola che la nomina del supplente non è più subordinata al periodo di assenza del titolare, bensì alle effettive esigenze di servizio. Le RSU dovranno pertanto vigilare affinché tali esigenze vengano soddisfatte.
Solo in caso di assenza del guardarobiere, cuoco e infermiere, o comunque di dipendente unico nel proprio profilo professionale il dirigente scolastico può provvedere alla sostituzione, in caso di necessità.